AMPLIAMENTO ECOFFICE GHELLA, ROMA

2.vista dal basso

L’intervento riguarda la realizzazione di un volume di collegamento tra due edifici esistenti, già oggetto di lavori negli anni, che ospitano la sede della Ghella S.p.A.. L’ampliamento di circa 200 mq, reso possibile con la legge “Piano casa”, risolve un problema di fruibilità e offre nuovi spazi per uffici e una sala di rappresentanza multifunzionale. L’innesto appare come una scatola trasparente incastonata tra i due volumi esistenti; il vetro lo integra perfettamente nel progetto, al piano terra ed in copertura un manto erboso restituisce parte del terreno occupato con le nuove volumetrie.

1.fotoinserimento

Al piano terra un passaggio di collegamento tra i due edifici fa da distribuzione a tre ambienti per uffici e una sala d’attesa. Al piano superiore è prevista una grande sala con accesso da entrambi gli edifici. La sala è progettata per essere uno spazio multi funzione, un ambiente a pianta quadrata di circa 11 m di lato completamente libero da pilastri che può essere diviso in due sale più piccole con una parete manovrabile che scompare quando non è in uso.

Nel progetto risiedono due anime con conseguenti predisposizioni distributive e impiantistiche che consentono senza ingenti lavori di trasformare la sala in quattro ambienti autonomi.
Questo progetto anche se di piccole dimensioni, raccoglie in se molti aspetti di un’architettura ad alta complessità: l’inserimento in un contesto esistente con i suoi vincoli; una struttura portante articolata; una soluzione distributiva e impiantistica che già incorpora la flessibilità di un cambio d’uso futuro.
Tutti questi aspetti sono stati gestiti adottando la tecnologia digitale del BIM, che ha consentito al gruppo di progettazione una perfetta integrazione di strutture, involucro e impianti e tramite la modellazione temporale 4D, di poter prefigurare le fasi di montaggio e di modifica nel tempo dell’architettura progettata, verificandone l’effettiva fattibilità.

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L’intervento si inserisce in uno spazio esiguo con un autorimessa nel piano interrato che rende difficoltoso l’inserimento dei supporti strutturali. L’idea è stata dunque di pensare a un solaio appeso alla copertura, sostenuta da tre pilastri disallineati individuati nelle sole aree libere dove poter realizzare le fondazioni, due in adiacenza alle scale di sicurezza esistenti e una verso la strada.

TECNOLOGIA E SOSTENIBILITÀ

Il nuovo intervento è progettato per essere costruito interamente a secco, ad eccezione dei pilastri in c.a. che sono gettati in opera ogni elemento è prefabbricato e questa scelta è dettata dalle specifiche condizioni logistiche. Il cantiere, infatti, opererà senza interrompere le attività della sede avendo spazi di cantiere ridotti e in un contesto urbano molto denso.
Il tema della sostenibilità ambientale, non è più una opzione dei progettisti, la discussione si orienta piuttosto su quale livello di sostenibilità si intende raggiungere. Vi sono molti protocolli ambientali che hanno come obiettivo fornire un punteggio del livello di sostenibilità raggiunto, in questo progetto il protocollo adottato è il LEED, e le ambizioni in questo senso sono di raggiungere il massimo.

3.SEZIONE PROSP

Credits:

Progetto: SPAINI ARCHITETTI ASSOCIATI s.r.l. (F. Spaini, A.Raimondi)

Committente: Ghella S.p.A.

Collaboratori: A.Birindelli, S.Capobianco, C.Passarotti, F.Valdarnini